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Chatbot AI pubblici al lavoro: che fine fanno i dati della tua azienda?

Manuela Schwindling
Manuela Schwindling
4min
Chatbot AI pubblici al lavoro: che fine fanno i dati della tua azienda?
AI Security
Data Privacy

I chatbot AI sono diventati un modo semplice per svolgere più velocemente le attività quotidiane. I dipendenti usano strumenti come ChatGPT per riassumere documenti, migliorare email, tradurre testi, analizzare informazioni, lavorare con il codice o trasformare gli appunti di una riunione in qualcosa di utile.

Il vantaggio in termini di produttività è evidente. La domanda meno evidente è che fine facciano i dati aziendali lungo il percorso.

Secondo i dati 2026 di Accenture, la Svizzera è infatti al primo posto in Europa per l'integrazione dell'IA nei flussi di lavoro quotidiani: il 49% dei lavoratori svizzeri usa strumenti di IA su base giornaliera (contro una media europea del 28%), l'88% dei dipendenti ha accesso pieno o moderato a strumenti di IA forniti direttamente dalla propria azienda, e il 72% dei lavoratori considera l'impatto dell'IA sul proprio lavoro in modo ampiamente positivo.

Nonostante questa adozione diffusa, tuttavia, cittadini e lavoratori mostrano una fiducia in calo e una crescente preoccupazione per la privacy: il senso di sicurezza percepito dagli svizzeri durante la navigazione online è sceso da 5,7 a 5,3 punti negli ultimi tre anni. E le percezioni sulla sicurezza dei dati variano molto tra i cantoni: in Ticino, il 59,6% degli intervistati considera la protezione "buona", mentre questa cifra scende al 54% nella Svizzera tedesca e a solo il 43,5% nella Svizzera francese.

Secondo i rapporti dell'Incaricato federale della protezione dei dati, le segnalazioni di violazioni della privacy sono più che raddoppiate a causa delle sfide poste dal trattamento dei dati nell'IA.

Cosa sono i chatbot AI pubblici?

I chatbot AI pubblici sono strumenti di AI generativa a cui gli utenti possono accedere direttamente tramite un'interfaccia pubblica, tipicamente un browser o un'app.

A differenza di una soluzione AI implementata specificamente all'interno dell'ambiente controllato di un'azienda, i dipendenti possono iniziare a usare questi strumenti in autonomia e rapidamente.

Questa accessibilità è parte di ciò che li rende utili, ma crea anche una nuova sfida a livello di protezione dei dati per le aziende.

Quali dati aziendali possono entrare in un chatbot AI?

Consideriamo una richiesta semplice:

"Riassumi questo documento e dammi i cinque punti più importanti."

Il prompt in sé non contiene nulla di sensibile, ma il documento potrebbe contenere nomi di clienti, indirizzi email, informazioni personali, dati finanziari, dettagli contrattuali, informazioni interne su progetti o altri dati aziendali riservati. Lo stesso vale per un'email da riscrivere, appunti di riunioni da riassumere o codice sorgente da analizzare.

In molti casi, l'informazione sensibile non è ciò che il dipendente vuole far elaborare all'AI. È semplicemente parte del contesto necessario per completare l'attività.

Perché una policy aziendale sull'AI non basta?

Policy e regole chiare per l'uso delle chat AI pubbliche o di qualsiasi strumento AI sono importanti.

Sono fondamentali per contrastare il cosiddetto fenomeno della "Shadow AI", ovvero l'uso non regolamentato e spesso non consapevole di strumenti gratuiti tramite account personali, che potrebbe rappresentare un rischio per i dati aziendali.

Un'azienda può definire quali strumenti i dipendenti possono usare, quali informazioni sono considerate sensibili e cosa non dovrebbe mai essere inserito in un servizio esterno.

Ma le policy dipendono comunque dal fatto che le persone applichino correttamente queste regole ogni volta che usano un chatbot AI. Diventa difficile quando le informazioni sensibili sono nascoste all'interno di documenti lunghi, email, dataset o altri contenuti non strutturati. Dire ai dipendenti di non condividere dati sensibili è quindi una misura organizzativa importante, ma non può essere l'unica.

Le aziende dovrebbero bloccare i chatbot AI pubblici?

Bloccare l'accesso può ridurre il rischio, ma al contempo toglie strumenti che i dipendenti usano per lavorare più velocemente. La domanda da porsi è un altra: i dipendenti possono usare i chatbot AI pubblici mantenendo protetti i dati sensibili dell'azienda?

L'approccio ideale è proteggere le informazioni prima che raggiungano il chatbot AI. Gli elementi sensibili possono essere individuati e sostituiti con valori anonimizzati prima che il contenuto venga inviato. L'AI può quindi lavorare con il contesto di cui ha bisogno senza ricevere le informazioni sensibili originali. Per i dipendenti, il flusso di lavoro rimane semplice e senza attriti. Ma soprattutto, per l'azienda, i dati sensibili non viaggiano insieme al prompt.

Un privacy layer per i chatbot AI pubblici: come Artificialy ha risolto il problema

Abbiamo creato una soluzione di protezione dei dati che si inserisce prima dei chatbot IA pubblici: eclipsery scherma le informazioni sensibili prima che vengano condivise. Disponibile come estensione del browser e come web app, anonimizza automaticamente le informazioni sensibili e può de-anonimizzare il contenuto risultante quando necessario. Il processo è progettato per avvenire senza cambiare il modo in cui le persone già lavorano con i chatbot AI. Ciò che per noi è più importante, e che vogliamo garantire come fornitori: eclipsery non conserva le informazioni sensibili che protegge.

L'idea è semplice: vogliamo permettere alle aziende di continuare a usare gli strumenti che le aiutano a lavorare, tenendo però i dati sensibili fuori dalla conversazione.

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Domande frequenti sulle chat AI pubbliche al lavoro

È sicuro incollare dati aziendali in un chatbot AI pubblico?

Che tipo di dati sensibili possono comparire nei prompt AI?

Come possono le aziende proteggere i dati sensibili quando i dipendenti usano i chatbot AI pubblici?

Cos'è l'anonimizzazione dei dati AI?

I chatbot AI pubblici hanno i tuoi dati. Sono i tuoi dipendenti a fornirglieli.

Proteggere i dati sensibili non dovrebbe significare chiedere ai dipendenti di aggiungere un ulteriore passaggio a ogni interazione con l'AI. Ecco perché abbiamo creato eclipsery.

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